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Maggio 2007

Capita spesso che a lezione suoni un cellulare e succede più spesso ai professori che agli studenti perchè questi ultimi, in genere, hanno imparato al liceo l’uso del “silenzioso”.
Questo episodio memorabile risale al primo anno, lezione di istologia.
Suona un telefonino, il professore risponde, momentaneamente dimentico di avere attaccato alla giacca uno di quei microfoni da presentatore televisivo, con la trasmittente nel taschino.
Esce dall’aula e inizia a parlare, ma naturalmente noi sentiamo la telefonata amplificata con tutto comodo.
“Ciao! L’avete trovata?”
[…]
“Bene, non sai come sono sollevato…”
[…]
“Dov’era?”
[…]
“Incredibile… ok, senti ti richiamo, sto facendo lezione”.

Intanto 170 studenti del primo anno erano lì a chiedersi cosa mai potesse essere l’oggetto smarrito misterioso tale da suscitare l’apprensione dello scienziato: qualche carico di provette? Una piastra con una coltura cellulare importantissima? Un gel da PCR con risultati da pubblicare su Science?
Stava per partire un giro di scommesse clandestine, quando il professore, rientrato in aula, si accorge del brusio insistente, dei nostri sguardi interrogativi e del microfono appeso alla giacca e si sente in dovere di darci delle spiegazioni.

“Scusate ragazzi, ma dovevo proprio rispondere… è da ieri che ho perso la mia gatta ed ero disperato! Mi ha telefonato adesso mia mamma che l’ha trovata chiusa a chiave in un cassetto”.

morale: anche i professori hanno un cuore… e una mamma premurosa che rimedia alla loro sbadataggine!

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