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Chi, come me, non le ha mai viste è abituato a ridere di Beautiful, Dallas e tutte quelle lunghissime soap opera che vanno avanti per diecimila puntate con storie sempre più intricate o francamente improbabili: morti, resurrezioni, matrimoni e divorzi… questo insomma.
Poi stai guardando un medico in famiglia e sei colto da un’illuminazione.

Contestualizziamo “Un medico in famiglia” per tutti coloro che fanno finta di non averlo mai visto: è una di quelle serie che inizi a vedere e fai ancora le medie, hai tempo da perdere e tutto sommato, anche se (o proprio perchè) sono all’italiana e alla buona ti prendono.E poi, anche se non è E.R. è una delle poche fiction RAI in cui non c’è Giuseppe Fiorello che fa l’eroe italiano morto.
E per vedere Grey’s Anatomy in anteprima devi pagare un abbonamento a Sky e alla fin fine le tresche sono improbabili lo stesso, ci sono solo attori più fighi.

Così finisce che segui una stagione, poi due, la terza fa un po’ schifo ma va bè son curiosa di vedere come se la cavano senza il protagonista, la quarta la vedi sperando (inutilmente) che faccia meno schifo della terza e così via in una spirale perversa.Tanto che lo guardi per inerzia e non ti fermi a ripensare alla trama, anche perchè in gran parte mica te la ricordi… hai in mente chi sono i personaggi e i loro rapporti di parentela, ma sulla composizione finale della famiglia non ti interroghi mai.Fino all’epifania dell’ottava serie.

Per giungere all’epifania, però, mi tocca partire un po’ alla lontana, mi scuso quindi in anticipo per la lunghezza del post (che ho dovuto per forza di cose dividere così non rubo troppo tempo prezioso a qualunque-cosa-stiate-facendo-e-probabilmente-sarebbe-meglio-tornare-a-fare-anzichè-leggere-questo-blog).

****SPOILER****

da qui in poi racconto la trama delle serie, quindi se avete già scaricato tutte le puntate e sono nel vostro pc in attesa di giornate sufficientemente piovose per guardarle, beh potete anche smettere di leggere questo post.
Se invece le avete già viste, potete comodamente far finta di non esservi mai interessati a un programma tanto volgare e avrete un’ottima scusa per giustificare la conoscenza della trama e dei personaggi (“Un medico in famiglia? Noooo… mai visto… però ho giusto letto un post su TripToFun!”).
Mi scuso sin d’ora per le imprecisioni della trama… ho tempo da perdere ma non troppo e per la ricostruzione della storia mi sono affidata a wikipedia e ai miei ricordi delle medie.

PRIMA E SECONDA STAGIONE

il fascinoso dottor Martini

Lele Martini (Giulio Scarpati, il medico protagonista) è da poco rimasto vedovo e si trasferisce in una graziosa villetta con i tre figli: Maria, Ciccio e Annuccia.
Vivono con loro anche il nonno Libero (Lino Banfi) e una “ragazza alla pari” napoletana Cettina che ben presto si fidanza con Giacinto (Enrico Brignano).

Possiamo già intravedere la prima regola della serie: gli autori assegnano l’identità ai personaggi aprendo a caso quei libri che si usano per fare dei tuoi figli dei disadattati scegliere dei nomi originali alla tua prole. Se per sbaglio capita che a un personaggio danno un nome normale gli affibbiano subito un soprannome orribile per compensare. L’unica che si salva è Maria, forse per ricompensarla del suo improbabile nome vero: Margot Sikabonyi.

A breve si trasferisce a casa Martini anche il cugino Alberto (il figlio della sorella di Lele, Nilde) e ogni tanto compaiono i nonni materni, Enrica e Nicola (Riccardo Garrone).
Lele fa il medico alla ASL e, come in ogni medical serial che si rispetti, si innamora prima di Irene, una collega, e poi di sua cognata Alice (Claudia Pandolfi, sì, la sorella della moglie morta).
Tutta la seconda stagione è sulla storia d’amore impossibile di Lele e Alice, tra lei che si fa venire i sensi di colpa per il tradimento della memoria della sorella e lui che non riesce a dirle ti amo per venti e passa puntate.
Però alla fine si sposano e Alice partorisce pure due bambini in un ascensore, Libero (come il nonno) ed Elena (come la zia/matrigna-morta). Anche Nilde, la sorella di Lele, compare a un certo punto con un bambino avuto da uno sconosciuto di colore, un fantastico gagno mulatto che chiamano Gabriele (come lo zio), detto Lele junior o Lelejù (che vi avevo detto dei soprannomi?).

Nonno Nicola nelle vesti di San Pietro

Alla fine della seconda stagione Maria decide opportunamente di studiare medicina, anche perchè Lele-Scarpati non ha firmato il contratto per la terza serie e “un medico in famiglia” senza medico suona piuttosto male.
Ci lascia anche nonno Nicola, che divorzia da nonna Enrica per andare a svolgere il ben più redditizio ruolo di San Pietro nella pubblicità della Lavazza.

TERZA STAGIONE

Nella terza stagione la trama inizia a scricchiolare… 
Lele parte per l’Australia coi gemelli neonati per cercare una cura per qualche malattia improbabile per la quale, evidentemente, si possono fare solo esperimenti sui canguri.
Siccome anche la Pandolfi aveva di meglio da fare, Alice va in Brasile e poi raggiunge Lele in Australia.
Abbiamo quindi due neo-genitori degeneri che si prendono cura degli ultimi nati abbandonando a casa a decine di migliaia di chilometri di distanza tre ragazzini e un nonno.
Gli sceneggiatori devono aver pensato che la trama fosse già sufficientemente stiracchiata e non se la sono sentita di forzare il legame “medico in famiglia” con la diciannovenne Maria al primo anno di università.
Fa così la sua comparsa Guido (Pietro Sermonti), nuovo medico della ASL di cui Maria si innamora immediatamente e a cui offre di affittare la stanza dei genitori appena partiti.
Mano a mano che Maria si innamora di Guido scopriamo la storia straziante di quest’ultimo, abbandonato appena nato dalla madre e cresciuto in un orfanotrofio solo e senza amici. Ovviamente i due si fidanzano, poi Guido tradisce Maria, ma in realtà è tutto un malinteso e lei lo perdona, nell’ultima puntata si riappacificano.
Come dimenticare poi la storia parallela di Oscar, medico omosessuale amico di Lele, e Jessica, infermiera della ASL. Amici per la pelle finiscono a letto una sera per sbaglio e generano una creatura che non si sa bene se sia di Oscar o dell’ex fidanzato di Jessica. Alla fine, magnanimamente, Oscar rinuncia al test di paternità e affida il pargolo alle amorevoli cure dei due ex fidanzati che grazie a questa avventura si sono ritrovati.

Nonno Nicola accoglie Giacinto in Paradiso

Nel frattempo Garrone offre a Brignano un redditizio lavoro come guardiano del Paradiso Lavazza, di conseguenza il suo alter-ego Giacinto si trasforma in uno stronzo che tiene il piede in due scarpe: promette il matrimonio a Cettina, ma si scopre che ha in realtà una seconda famiglia in Calabria (o in Puglia, o in Basilicata… da quelle parti lì).
Cettina, disperata, si consola presto con l’impresario di pompe funebri Augusto Torello e naturalmente le battute sulle pompe funebri e la prestanza fisica di torello non mancano.
Insomma alla fine si sposano pure loro chè se non c’è un matrimonio a serie mica siamo contenti!

QUARTA STAGIONE

La quarta serie è copiata paro paro dalla terza.
Guido e Maria litigano, questa volta per colpa di Maria che si innamora dell’ennesimo nuovo arrivo della Asl, tal dottor Franco Caselli di una associazione umanitaria.
Cettina e Torello, felicemente sposati, vanno a vivere comodamente nel villino di fronte a casa Martini (anche perchè se no tutti in casa ci si stava stretti).
Guido e Maria fanno pace e decidono di sposarsi ed andare a vivere nella vecchia casa della famiglia Martini.
Vogliamo perderci l’ennesimo matrimonio? ovviamente no… nonno Libero e nonna Enrica, nonostante si siano sempre odiati, si sposano in comune per motivi fiscali: a lui diagnosticano una patologia cardiaca fatale e vuole fare in modo che anche in caso di morte la sua pensione possa mantenere la famiglia Martini.
Solo che poi la storia della malattia fatale era tutta una bufala di Banfi che ha minacciato di lasciare la serie per farsi alzare il compenso.
A questo punto torna opportunamente Lele, giusto in tempo per scoprire che mentre lui faceva il figo in Australia a curare i canguri suo padre si è sposato con sua suocera, sua figlia si sta sposando con un tizio mai visto e gli altri due figli sono cresciuti tantissimo, anche se continuano ad essere inutili.

QUINTA STAGIONE

La quinta serie, altrimenti nota come “quella degli indiani” è il punto più basso mai raggiunto nella storia.
Guido-Sermonti si è trovato di meglio da fare e anche Maria non ha così voglia di lavorare a una nuova stagione… in compenso Kabir Bedi (sì, quello di Sandokan) esprime un entusiastico desiderio di partecipare.

Kabir Bedi in “Un medico in famiglia”

Lo sceneggiatore si trova in difficoltà: da un lato deve inserire nella trama questo indiano che evidentemente non c’entra nulla e dall’altro deve inventarsi un rimpiazzo per il medico (oppure trasformare la serie in “Un Sandokan in famiglia”).
Se la cava con un tal dottor Emilio Villari, promesso sposo della nipote di un vecchio spasimante e cugino di Nonna Enrica.
Ve la ridico perchè non l’ho capita neanche io.
Il cugino di nonna Enrica (che ci provava con lei) ha una nipote e l’ha promessa in sposa a un dottore. Che quindi si trasferisce lì. Lineare no?
E poi ci sono questi indiani che aprono un ristorante davanti a casa Martini.
Guido e Maria sono in Africa a curare i bambini che stanno tanto male (Maria è ancora all’Università, ma ovviamente può prendersi un anno mentre “prepara la tesi” con il neo-sposino). Nonno Libero diventa sindaco di Poggiofiorito, così, per buttarla in caciara.
Torna anche il cugino Alberto che prima ammorba tutti con la sua infelice storia d’amore con Eloisa, poi è protagonista di una serie di scene strazianti con il padre in punto di morte che alla fine perdona nonostante lo abbia abbandonato da piccolo. Infine si fidanza con Reby, l’amica d’infanzia di Maria.
Cettina e Torello hanno un figlio, Eros (tanto per non perdere il vizio ai nomi orribili), ma subito dopo si lasciano.
Se finora la trama vi sembra slegata non vi preoccupate, non può che peggiorare.
Cettina si innamora di Kabir Bedi, quando si accorge che a lui non gliene può importare di meno si trasferisce a Pescara col figlio e inizia a lavorare per i rivali di Torello, ma tanto alla fine si riappacificano e tornano assieme.
Maria torna dall’Africa di nascosto dalla famiglia, ma ovviamente viene scoperta e deve raccontare la tragica storia della sua crisi di vocazione medica. Si mette quindi a lavorare come cameriera nel ristorante degli indiani e riesce a combinare un matrimonio tra Sarita (la figlia di Kabir) ed Emilio (l’inutile medico di questa serie).

Se non vedete l’ora (e so che sicuramente è così) di sapere come continua l’improbabile saga familiare mi spiace deludervi, ma dovrete attendere qualche giorno. Sono sicura che sopravviverete… a fatica, ma sopravviverete.

One Reply to “Gli americani hanno dottor House, ER, Grey’s Anatomy e Scrubs. Ma per fortuna a noi resta “Un medico in famiglia”.”

  1. in bilico tra opium ed otium…
    tranquilla, un puantalissimo team familiare inter-generazionale provvede ad aggiornarmi anche sui tassi di crescita della prole Martini! ;P
    Entro la fine della stagione si organizza un tele-forum!

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