{"id":64,"date":"2019-09-11T19:50:00","date_gmt":"2019-09-11T17:50:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2020-11-25T04:40:41","modified_gmt":"2020-11-25T03:40:41","slug":"leutanasia-spiegata-tua-sorella","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/triptofun.it\/index.php\/2019\/09\/11\/leutanasia-spiegata-tua-sorella\/","title":{"rendered":"L&#8217;eutanasia spiegata a tua sorella"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"M\" style=\"font-size:18px\">Il movimento pro vita ha prodotto recentemente una campagna pubblicitaria che a me, come penso a moltissimi altri lavoratori del settore, ha fatto partire un embolo. Unisce infatti con estrema maestria disinformazione e uso scorretto delle parole, facendo appello a due leve infallibili: i sentimenti e la famiglia. Un piccolo capolavoro di malvagit\u00e0 che merita di essere smontato punto per punto in un lavoro perfettamente inutile di questi tempi nei quali la soglia dell\u2019attenzione non supera la lunghezza di un tweet.<br><br>Ingoiate un omeprazolo, uno xanax, date un\u2019occhiata a queste immagini e cominciamo.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img src=\"https:\/\/triptofun.it\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/IMG-20190903-WA0010-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-65\" width=\"500\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img src=\"https:\/\/triptofun.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/provita3-1050x701-1-1024x684.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-619\" width=\"500\" srcset=\"https:\/\/triptofun.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/provita3-1050x701-1-1024x684.jpg 1024w, https:\/\/triptofun.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/provita3-1050x701-1-300x200.jpg 300w, https:\/\/triptofun.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/provita3-1050x701-1-768x513.jpg 768w, https:\/\/triptofun.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/provita3-1050x701-1.jpg 1050w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img src=\"https:\/\/triptofun.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/provita1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-618\" width=\"500\" srcset=\"https:\/\/triptofun.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/provita1.jpg 640w, https:\/\/triptofun.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/provita1-300x125.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img src=\"https:\/\/triptofun.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/IMG-20190903-WA0012-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-617\" width=\"500\" srcset=\"https:\/\/triptofun.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/IMG-20190903-WA0012-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/triptofun.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/IMG-20190903-WA0012-300x200.jpg 300w, https:\/\/triptofun.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/IMG-20190903-WA0012-768x512.jpg 768w, https:\/\/triptofun.it\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/IMG-20190903-WA0012.jpg 1334w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"M\" style=\"font-size:18px\">Eutanasia dal punto di vista etimologico significa \u201cbuona morte\u201d ed \u00e8 ci\u00f2 che ciascuno si augura per s\u00e9: addormentarsi serenamente nel proprio letto in et\u00e0 avanzata e non svegliarsi pi\u00f9 il mattino successivo senza aver mai sofferto.<br>Raramente, per\u00f2, chi utilizza questa parola lo fa nel suo senso etimologico. Da anni \u00e8 infatti utilizzata, in senso positivo o negativo, per indicare un insieme di atti giuridicamente distinti che sono le<strong> direttive anticipate di trattamento<\/strong>, il <strong>suicidio assistito<\/strong> e <strong>l\u2019omicidio del consenziente<\/strong>.<br>L\u2019etica alla base di questi tre atti \u00e8 <strong>l\u2019autodeterminazione<\/strong> dell\u2019individuo che non pu\u00f2 prescindere dalla sua definizione di <strong>accettabilit\u00e0 della vita<\/strong>. Ciascuno di noi, ogni giorno, svolge un\u2019implicita riflessione interiore sull\u2019accettabilit\u00e0 della propria vita nel momento in cui, alzatosi al mattino, prende l\u2019ascensore per scendere al piano terra anzich\u00e9 lanciarsi dalla finestra o sale sul tram anzich\u00e9 buttarcisi sotto.<br>Alcune persone fisicamente sane, talvolta, reputano negativo il bilancio della propria qualit\u00e0 di vita e si suicidano per cause mentali o sociali (si pensi, ad esempio, al direttore di un\u2019azienda costretta a dichiarare bancarotta o al giocatore indebitato).<br>Il <strong>principio etico dell\u2019autonomia<\/strong>, nato, ricordiamo, dopo la seconda guerra mondiale a causa degli orrori dei campi di sterminio, tutela l\u2019individuo assegnandogli la scelta definitiva in campo terapeutico e limitando notevolmente i trattamenti sanitari obbligatori, cio\u00e8 eseguibili anche contro la sua volont\u00e0.<br>Nell\u2019ottica autonomista il medico \u00e8 sempre un esperto che consiglia la terapia pi\u00f9 adatta, mentre il paziente sceglie se accettarla o rifiutarla. Nella totalit\u00e0 del mondo occidentale se una persona \u00e8 cosciente e capace di intendere e di volere pu\u00f2 liberamente accettare o rifiutare qualsivoglia trattamento le sia proposto, da un\u2019aspirina alla ventilazione meccanica.<br><br><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Piergiorgio_Welby\">Piergiorgio Welby<\/a>, ad esempio, poteva legalmente scegliere di interrompere la ventilazione meccanica in qualunque momento e ciascun sanitario sarebbe stato deontologicamente obbligato a rispettarne la volont\u00e0. Si \u00e8 montato un caso per nulla.<br>Il principio dell\u2019autonomia, per\u00f2, non \u00e8 onnipotente: ha delle regole ben precise. Posso, in virt\u00f9 del principio dell\u2019autonomia, decidere di farmi asportare un piede sano? No. E nessun medico \u00e8 deontologicamente obbligato a fare una cosa del genere. Posso, in virt\u00f9 del principio dell\u2019autonomia, rifiutare l\u2019amputazione di un piede gangrenoso che so mi porter\u00e0 a morte certa solo perch\u00e9 non voglio perdere la mia integrit\u00e0 fisica? S\u00ec. E nessun medico pu\u00f2 amputarmelo contro la mia volont\u00e0. Finch\u00e8 il paziente \u00e8 cosciente \u00e8 tutto molto semplice. Ma <strong>cosa accade quando il paziente non \u00e8 cosciente<\/strong>? Accade che, sul principio dell\u2019autonomia, prevalgono quelli della <strong>non maleficienza<\/strong> e della <strong>beneficialit\u00e0<\/strong>: il medico sceglie al posto del paziente ci\u00f2 che \u00e8 \u201cbene\u201d per lui, tenendo sempre in mente il \u201cprimum non nocere\u201d di Ippocrate. A parole \u00e8 tutto facile, e nei primi momenti lo \u00e8 davvero. A nessuno verrebbe in mente di non provare a rianimare un giovane che ha avuto un incidente stradale. Ma qual \u00e8 il \u201cbene\u201d e soprattutto il \u201cnon male\u201d per un giovane che ha avuto un\u2019emorragia cerebrale devastante e che \u00e8 confinato in un letto di rianimazione non cosciente per il resto della sua vita? Per rispondere bisognerebbe sapere qual \u00e8 la qualit\u00e0 di vita ritenuta accettabile <em>dal paziente<\/em> e agire di conseguenza. Per qualcuno potrebbe essere importante anche solo respirare, per altri potrebbe essere ritenuto intollerabile essere accuditi in tutto e per tutto senza potersi mettere in comunicazione con il mondo.<br><br>Il principio dell\u2019autonomia, eluso a causa dell\u2019incoscienza del paziente, rientra dalla finestra sotto forma di <strong>direttiva anticipata di trattamento<\/strong>: io oggi, che sono cosciente e capace di intendere, dichiaro che se mai dovessi trovarmi in condizioni <em>irreversibili<\/em> di incoscienza rifiuterei le terapie necessarie a mantenermi in vita. Non posso chiedere di essere ucciso, ma di non essere sottoposto a ventilazione meccanica\/nutrizione artificiale\/idratazione\/terapia antibiotica s\u00ec. Proprio come non posso chiedere che mi sia asportato un piede sano, ma posso rifiutarmi di essere amputato di un piede malato.<br>Le direttive anticipate di trattamento servono anche, o soprattutto, a chi ha una diagnosi di malattia neurodegenerativa dall\u2019evoluzione ben nota e prevedibile come la <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Sclerosi_laterale_amiotrofica\">SLA (sclerosi laterale amiotrofica).<\/a> Chi soffre di questa malattia sa fin troppo bene che a un certo punto della propria vita smetter\u00e0 di respirare. Ha, per\u00f2, tutto il tempo per decidere prima se, quando si porr\u00e0 l\u2019eventualit\u00e0, vorr\u00e0 o non vorr\u00e0 essere attaccato ad un ventilatore. Potr\u00e0 anche decidere in un primo momento di s\u00ec e, se rimane cosciente, cambiare poi idea (vedi Welby).<br><em>\u00c8 in grado una persona comune di decidere anticipatamente quali condizioni di vita siano da ritenersi accettabili? Se ne pu\u00f2 discutere. Come ci si comporta come medici in caso di direttive anticipate prive di senso\/ contraddittorie\/ mal espresse? Sar\u00e0 un bel problema.<\/em> La legge 219 tuttavia tenta di proteggere il disponente prevedendo che il medico possa disattendere le direttive anticipate se palesemente incongrue, in accordo col fiduciario. E a proposito del fiduciario mette contro qui di dire che esso \u00e8 pi\u00f9 importante ancora delle disposizioni anticipate di trattamento, in quanto sar\u00e0 il fiduciario, in accordo coi medici, a \u201ctradurre\u201d in atti concreti o in concrete astensioni quanto disposto dal paziente.<br><br>Passiamo alla questione suicidio assistito \/ omicidio del consenziente.<br>Chi \u00e8 cosciente e fisicamente sano e desidera morire, nel nostro Paese, pu\u00f2 legalmente farlo: basta assumere una dose letale di farmaci, lanciarsi da un ponte, sdraiarsi sui binari della ferrovia o scegliere uno tra le altre decine di metodi pi\u00f9 o meno fantasiosi messi in atto nel corso dei secoli.<strong> Il suicidio in Italia non \u00e8 sanzionato<\/strong>, come invece avviene o \u00e8 avvenuto in altre parti del mondo e in altre epoche.<br>La domanda lecita \u00e8 <strong>se<\/strong>, oltre a non sanzionare il suicidio, per tutelare l\u2019autonomia dell\u2019individuo,<strong> lo Stato debba provvedere a facilitare la morte di chi ritiene che le proprie condizioni di vita non siano pi\u00f9 accettabili<\/strong>. \u00c8 il caso recentemente esemplificato da <a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/cronaca\/2018\/10\/24\/news\/dj_fabo_sentenza_aiuto_suicidio_corte_costituzionale-209876093\/\">DJ Fabo<\/a>. Una persona cosciente e paralizzata ad oggi in Italia pu\u00f2 morire solo rifiutandosi di bere e mangiare e facendosi supportare con una sedazione palliativa terminale per tutto il tempo necessario. Basta? Non basta? Se ne pu\u00f2 discutere. &nbsp;<br>Alcuni paesi, tra i quali Svizzera, Belgio, Olanda, Lussemburgo, Oregon, Vermont, Montana, California, ritengono che sia sensato offrire a persone altamente selezionate la possibilit\u00e0 di porre fine alla propria vita qualora ritengano, a buona ragione, la propria qualit\u00e0 di vita inaccettabile.<br>Si apre quindi lo scenario del suicidio assistito (ti preparo i farmaci e sarai tu a premere il bottone\/ bere la pozione\/ spingere lo stantuffo della siringa) o dell\u2019omicidio del consenziente (sei paralizzato, mi esprimi il tuo consenso e lo stantuffo della siringa lo premo io).<br><br><em>Pu\u00f2 il suicidio assistito\/ l\u2019omicidio del consenziente essere applicato indistintamente a chiunque ne faccia richiesta? No<\/em>. Esattamente come non si pu\u00f2 pretendere che ci venga asportato un piede sano non si pu\u00f2 richiedere il suicidio assistito per episodi di bullismo. I paesi che lo regolamentano hanno le proprie regole, ma quasi tutti escludono i pazienti psichiatrici e le persone che in passato hanno tentato il suicidio e <strong>ne limitano l\u2019applicazione a casi di patologie progressivamente ingravescenti, sicuramente letali e per le quali non esiste pi\u00f9 terapia<\/strong>.<br><br>Per i pochi che hanno resistito fin qui veniamo alla ragione per la quale sto scrivendo. Da un\u2019associazione che si chiama pro vita mi aspetto una tutela di qualche diritto \u201cin favore di\u201d, \u201cper\u201d, \u201cpro\u201d appunto. Dalla loro campagna, invece, traspira una specie di prevaricazione dei parenti sul paziente. \u201cTizio pu\u00f2 decidere di morire. E se fosse tuo parente?\u201d\u2026 sottointendendo un \u201cCome si permette sto stronzo di prendere una decisione senza pensare a me??\u201d<br>\u00c8 un sentimento forte, che prende alla pancia (e sappiamo quanto vada di moda di questi tempi) e fa leva su quello che un po\u2019 tutti pensiamo ai funerali (come far\u00f2 <em>io<\/em> a vivere senza di lui?) e in particolare a quelli dei suicidi (come ha potuto lasciar<em>mi<\/em> solo? Come ha potuto non pensare al <em>mio<\/em> dolore?).<br>La domanda che ci dovremmo fare \u00e8: <strong>che diritto tuteliamo vietando l\u2019\u201deutanasia\u201d? Quello dei parenti a sfavore di quello dei pazienti? <\/strong>E da quando \u00e8 diventato di moda il diritto di vietare qualcosa a qualcuno? Io, eterosessuale, ritengo mio diritto vietare a te, omosessuale, di sposarti. E che diritto sarebbe? Da cosa mi protegge esattamente? Che poi gli individui abbiano diritto o no di morire o gli omosessuali abbiano diritto o no di sposarsi \u00e8 una questione da discutere. Ma di certo in nessuno dei due casi vietarlo \u00e8 \u201cdiritto\u201d di qualcuno.<br>Tornando al funerale del suicida, la domanda corretta da porsi dovrebbe essere \u201cquale dolore stava vivendo dentro di s\u00e9 se non ha pensato al mio e a quello di tutti gli altri e ha preferito morire che continuare a vivere?\u201d.<br>In quest\u2019ottica un vero movimento pro vita non dovrebbe combattere l\u2019eutanasia, ma sostenerla. Cosa, pi\u00f9 della garanzia di una buona morte, \u00e8 di stimolo per continuare a vivere?<br><br>La partita bioetica \u00e8 apertissima e le domande superano di gran lunga le risposte, ma per fare dei passi avanti bisogna di certo evitare messaggi distorti, cos\u00ec facili da veicolare e difficili e faticosi da smantellare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il movimento pro vita ha prodotto recentemente una campagna pubblicitaria che a me, come penso a moltissimi altri lavoratori del settore, ha fatto partire un embolo. Unisce infatti con estrema maestria disinformazione e uso scorretto delle parole, facendo appello a due leve infallibili: i sentimenti e la famiglia. 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