{"id":570,"date":"2006-06-14T18:38:00","date_gmt":"2006-06-14T16:38:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2021-01-13T16:41:20","modified_gmt":"2021-01-13T15:41:20","slug":"riflessioni-alle-soglie-della-maturita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/triptofun.it\/index.php\/2006\/06\/14\/riflessioni-alle-soglie-della-maturita\/","title":{"rendered":"Riflessioni alle soglie della maturit\u00e0"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"M\">L\u2019estate inizia formalmente il ventun giugno eppure quando il primo caldo porta in citt\u00e0 l\u2019odore di sale e una piacevole brezza corre ad accarezzare le braccia e la gambe a lungo coperte durante l\u2019inverno, il pensiero si volge repentinamente alle fini distese arenose, alla massa informe del mare, al ristoro dall\u2019afa offerto dal gelato, alle pietre bollenti sotto le piante nude dei piedi, alle notti umide, afose e insonni.\u00a0<br><br>Questa \u00e8 un\u2019estate come le altre, la finestra della classe ritaglia un rettangolo di quell\u2019azzurro puro come solo il cielo pu\u00f2 essere, un raggio di sole nell\u2019aria adamantina si viene a posare sul mio banco, ma nessuno guarda fuori. Nessuno si perde abbozzando inutili ghirigori sul quaderno degli appunti che tradiscono la voglia d\u2019estate: una vela, una palma\u2026 nessuno per spezzare la noia tira al compagno un motto felice inciso sulle ali papiriacee di un effimero aeroplano destinato ad un unico volo. Ci guardiamo invece, combattuti; perennemente dilaniati tra la fremente brama di evasione, di ribellione a questa stanza troppo stretta, a quest\u2019aria viziata, alle mura troppo vecchie e rigide e il desiderio di restarci, invece, in questa scuola. In quest\u2019edificio di cui ormai conosciamo ogni singolo mattone, i gradini saliti e discesi milioni di volte, tutti diseguali, i corridoi di mattonelle scheggiate, le porte, i muri che recano, sotto l\u2019intonaco fresco, i ricordi dei ragazzi passati di qui che nell\u2019impeto , nell\u2019ansia di farsi ricordare, posti di fronte al vuoto, al grande interrogativo del futuro gravante sulle loro giovani spalle hanno affidato ad una frase la loro memoria, la loro esperienza, il segno del tempo.\u00a0<br><br>Restarci, s\u00ec, \u00e8 impossibile, ma come pensare di abbandonare i luoghi che per lungo tempo (un lustro! Che sar\u00e0 mai nelle nostra vite sempre pi\u00f9 dilatate) sono stati la nostra casa. E la nostra famiglia, cos\u00ec unita nell\u2019essere sempre in disaccordo, eppure compatta nei momenti importanti. Il presente schiaccia il passato, quanta strada da quando per la prima volta varcai quel portone. Neppure ricordo tutti i dispersi, coloro che sulla via hanno ceduto, sono fuggiti o si sono stancati, ne ho un ricordo cos\u00ec labile che mi spaventa. Non voglio dimenticare cos\u00ec la mia famiglia: succeder\u00e0, lo so, \u00e8 inevitabile, so che questo \u00e8 un inganno della mia mente troppo sentimentale, il tempo deve fare il suo corso, panta rei che diamine! Non posso sapere cosa il ricordo fisser\u00e0 in me degli individui che ho di fronte, forse eventi banali, forse momenti che non vorrei dimenticare gi\u00e0 subito, forse nulla. Che ne sar\u00e0 di Lui, ad esempio che ora segue con aria svogliata la lezione di fisica nel banco davanti al mio, o di Lei che, intenta, con rapidi e precisi tocchi della mano mancina fissa sul foglio una dopo l\u2018altra con precisione, le parole. Lo sapr\u00f2 solo tra qualche anno ed \u00e8 crudele. Il tempo lo \u00e8 , con la sua inutile successione di giorni troppo lenti all\u2019origine di anni troppo rapidi; e se il cuore non \u00e8 pronto a lasciare la sua casa, come in ogni viaggio la mente lo \u00e8. Come spiegare la magia di cui sono capaci milioni di piccole cellule nell\u2019elaborare e nel determinare la nostra crescita e non nel senso matematico di accumulo di nozioni, questo anche un computer pu\u00f2 farlo, ma in senso umano, dell\u2019esperire, del provare e del trovare.\u00a0<br><br>Quanta strada percorsa dal primo anno, eppure durante le mie peregrinazioni fatte di odori e di ricordi in cui i passi, in fila uno dopo l\u2019altro ricostruiscono il mio cammino nel tempo oltre che nello spazio, imbattendomi in uno dei ragazzi pi\u00f9 giovani (piccoli e quanto!) li invidio. S\u00ec perch\u00e9 nella loro improvvida giovent\u00f9 hanno tutto ci\u00f2 che a me con la mia \u201cesperienza\u201d e la mia sapienza impiallacciata manca: hanno una patria, una casa, un ritorno. Possono ben permettersi di desiderare l\u2019estate, le corse, le grida, il nulla: il loro \u00e8 un arrivederci non un addio, un di nuovo, non un mai pi\u00f9. Non sono obbligati a pensare al futuro, si godono il riposante nostos di Ulisse, pericoloso s\u00ec, ma con un\u2019Itaca ad attenderli. Il mio invece \u00e8 un ultimo viaggio, questo non \u00e8 che il diario di bordo della nave che si accinge a superare le colonne d\u2019Ercole, anch\u2019io con la mia compagnia picciola perseguo la ricerca della conoscenza, ma cos\u00ec facendo mi allontano dal mondo conosciuto per non far pi\u00f9 ritorno. E se ritorno sar\u00e0, a settembre per ritirare il diploma, sar\u00e0 quello di un\u2019ombra in un mondo che non le appartiene. Suona la campana (la millesima, la duemillesima che sento? Chiss\u00e0.. una delle ultime) la lezione \u00e8 terminata e la mia famiglia si disperde fra i noti corridoi senza meta. Corro anch\u2019io, corro a contare, forse per l\u2019ultima volta, i gradini che mi separano da terra mentre il tempo corre inesorabile verso l\u2019ultimo giorno di scuola. E allora in mezzo a tanta gioia sguaiata, alle grida, alle corse nel cortile assolato, anche se ci faremo prendere nel girotondo di colori, la nostra sar\u00e0 l\u2019unica tristezza. .<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019estate inizia formalmente il ventun giugno eppure quando il primo caldo porta in citt\u00e0 l\u2019odore di sale e una piacevole brezza corre ad accarezzare le braccia e la gambe a lungo coperte durante l\u2019inverno, il pensiero si volge repentinamente alle fini distese arenose, alla massa informe del mare, al ristoro [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":736,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[55,53],"tags":[36],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/triptofun.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/570"}],"collection":[{"href":"https:\/\/triptofun.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/triptofun.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/triptofun.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/triptofun.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=570"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/triptofun.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/570\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1080,"href":"https:\/\/triptofun.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/570\/revisions\/1080"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/triptofun.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/736"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/triptofun.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=570"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/triptofun.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=570"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/triptofun.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=570"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}