{"id":537,"date":"2008-11-02T16:31:00","date_gmt":"2008-11-02T15:31:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2021-01-13T16:09:39","modified_gmt":"2021-01-13T15:09:39","slug":"le-aule-storiche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/triptofun.it\/index.php\/2008\/11\/02\/le-aule-storiche\/","title":{"rendered":"Le aule storiche"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"M\">Non c\u2019\u00e8 anno in cui a medicina non si riapra la discussione aule storiche vs nuovi edifici futuristici. I SOPRA (sostenitori del progresso nelle aule) ergono a proprio baluardo alcune considerazioni inoppugnabili, le aule moderne (vedi biotecnologie) hanno:<br>sedili pi\u00f9 comodi<br>proiettori e microfoni funzionanti<br>non rischiano di crollare da un momento all\u2019altro<br>sono o potrebbero essere tutte vicine e addirittura si potrebbe restare nella stessa aula per anni senza spostarsi di ora in ora.<br><br>I SOTTO (sostenitori della tradizione torinese) di cui non so chi faccia parte oltre alla sottoscritta, sostengono invece:<br>le aule storiche sono pi\u00f9 scomode (non sempre in ogni caso) ma pi\u00f9 poetiche e non claustrofobiche.<br>microfoni e proiettori con un\u2019adeguata manutenzione funzionano anche l\u00ec (e c\u2019\u00e8 la linea wireless che a biotech ancora latita)<br>cambiare aula \u00e8 divertente, fa associare ogni prof al suo ambiente ed evita la formazione di gruppetti fissi perch\u00e9 se ciascuno ha il suo posto preferito in ogni aula ne deriva che cambier\u00e0 vicini pi\u00f9 volte al giorno e non manterr\u00e0 sempre gli stessi.<br><br>Certo \u00e8 difficile combattere a forza di poesia, ma ci prover\u00f2 ugualmente.<br>Queste sono alcune considerazioni che mi han portato a fondare e sostenere il SOTTO.<br><br>Entrare a biotecnologie mi faceva pensare di essere in un film americano, fino alle scale quando prevaleva la sensazione di trovarsi in un parcheggio in costruzione, cemento grigio tutto attorno e nient\u2019altro. Le aule sono comode s\u00ec, perfette per le conferenze, ma poco didattiche: chi ha provato a parlare con un professore messo tre gradini pi\u00f9 in alto con la cattedra che a te arriva al mento e lui che si sporge da sopra stile Polifemo sa di cosa sto parlando. Certo, facilitava i test psicologici sugli insegnanti dividendoli subito in 2 categorie: quelli che quando ti avvicini scendono e si portano ad altezza occhi e quelli che restano sul loro trespolo-trono e ti fanno sentire in inferiorit\u00e0.<br><br>Queste aule poi han messo in crisi un\u2019intera categoria di professori, gli Itineranti: quelli che non riescono a parlare da dietro la cattedra, ma devono accompagnare ogni ragionamento con un adeguato movimento e camminano su e gi\u00f9 davanti alla lavagna, salgono e scendono le scale interpellando questo o quello studente. Difficile passeggiare in un cinema, impossibile indicare con precisione uno studente a cui chiedere una risposta, ne sa qualcosa Hirsch che dopo una settimana di \u201cTu maglietta verde\u201d si \u00e8 trovato di fronte duecento indistinguibili studenti vestiti di grigio-tappezzeria, primo caso di auto-uniforme della storia.<br><br>Veniamo ora alle aule storiche: ognuna ha una sua peculiarit\u00e0. Prendiamo biochimica con la sua cattedra di 12 metri l\u2019utilit\u00e0 della quale resta misteriosa, a parte costringere i professori a strane evoluzioni per spostarsi e gli studenti a improbabili acrobazie per attraversare l\u2019aula.<br>Prendiamo anatomia, l\u2019emiciclo cos\u00ec bello da essere richiesto per i film una volta all\u2019anno, un tempo era alta il doppio, quasi un parlamento. L\u2019acustica \u00e8 cos\u00ec perfetta da non richiedere un microfono e ci sono banchi con incisioni risalenti gli anni \u201920 gli stessi banchi dove molti dei nostri professori hanno sonnecchiato (se non dormito profondamente) come generazioni e generazioni di studenti fino a noi.<br>Prendiamo l\u2019aula di chirurgia con i suoi ottocenteschi dipinti e mezzibusti e le targhe dalla retorica dannunziana.<br>Prendiamo fisiologia con le sue sculture e targhe che ricordano professori celebri, fondatori dell\u2019istituto e studenti scomparsi prematuramente. Le balconate superiori furono chiuse in seguito a uno scherzo goliardico di trent\u2019anni fa, quando alcuni studenti bersagliarono con uova piene di inchiostro professori e studenti per poi darsi alla fuga dalle comode porte separate. L\u2019aula dove ogni caduto \u00e8 perso e si tramanda l\u2019epica avventura dello studente a cui cadde il libretto tra le assi del pavimento. Fu recuperato insieme a preziosi documenti persisi nei secoli e forse cadaveri occultati, dopo ore di lavoro del falegname.<br>Trovo rassicurante sostenere l\u2019esame in un\u2019aula dove chi ti interroga \u00e8 stato sottoposto a giudizio prima di te, e dove i ruoli si potranno invertire.Trovo pi\u00f9 epico di un campus americano precipitato per sbaglio in via nizza varcare l\u2019alto portone di legno di corso massimo e ritrovarmi ai piedi di una scalinata di marmo con i corridoi in mosaico e i soffitti affrescati.<br>Trovo che la sala settoria con i tavoli di pietra e gli sgabelli di ferro sia l\u2019ambiente giusto per le esercitazioni di anatomia pi\u00f9 di quanto non potrebbe esserlo una sala operatoria dalla chirurgica asetticit\u00e0.<br>Trovo che scoprire passaggi che uniscono un edificio all\u2019altro attraverso cantine buie e polverose dia una infantile soddisfazione da esploratore.<br>Certo, quando il proiettore si spegne improvvisamente perch\u00e9 il cavo che attraversa l\u2019aula nascosto sotto le gradinate di legno non fa contatto mi lamento come tutti, ma \u00e8 l\u2019irrinunciabile sacrificio da pagare alla poesia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non c\u2019\u00e8 anno in cui a medicina non si riapra la discussione aule storiche vs nuovi edifici futuristici. 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