{"id":50,"date":"2020-04-01T05:07:00","date_gmt":"2020-04-01T03:07:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2020-11-23T11:43:29","modified_gmt":"2020-11-23T10:43:29","slug":"la-straziante-comunicazione-medico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/triptofun.it\/index.php\/2020\/04\/01\/la-straziante-comunicazione-medico\/","title":{"rendered":"La straziante comunicazione medico-paziente al tempo del Covid19"},"content":{"rendered":"\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><p>&nbsp; &#8220;Quarantadue!&#8221; url\u00f2 Loonquawl. &#8220;Questo \u00e8 tutto ci\u00f2 che sai dire dopo un lavoro di sette milioni e mezzo di anni?&#8221;<\/p><p>&#8220;Ho controllato molto approfonditamente,&#8221; disse il computer, &#8220;e questa \u00e8 sicuramente la risposta. Ad essere sinceri, penso che il problema sia che voi non abbiate mai saputo veramente qual \u00e8 la domanda&#8221;. <\/p><cite>Douglas Adams, Guida Galattica per Autostoppisti<\/cite><\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"M\" style=\"font-size:18px\">In questo mondo di videochiamate, videoaperitivi, zoom, meet, skype, facetime e app che fino a ieri non avevamo mai sentito i malati Covid vivono in una bolla.<br>Vengono prelevati a casa da operatori del 118 in tuta impermeabile bianca o arrivano al pre-triage dove i parenti vengono rispediti a casa e finiscono in un vortice dal quale usciranno dopo poche ore o dopo molte settimane, sempre con gli stessi vestiti, alcuni senza telefono, senza possibilit\u00e0 di comunicare con l&#8217;esterno. Alcuni finiscono dentro a un casco, che rende impossibili le telefonate, altri addormentati con un tubo in gola, impossibilitati quanti altri mai a comunicare. Neanche la morte li libera dall&#8217;isolamento. Vietate le visite alle camere mortuarie, vietato il trasporto della salma a cassa aperta, vietati i funerali. Un lenzuolo imbevuto di candeggina, una benedizione all&#8217;aperto davanti al cimitero e via.<br>L&#8217;ospedale ha chiuso le visite ai parenti e i colloqui si svolgono per telefono.<br>La comunicazione medico-paziente e medico-parente \u00e8 molto difficile e delicata sempre, ma in queste circostanze \u00e8 un&#8217;impresa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><img src=\"https:\/\/1.bp.blogspot.com\/-sWPo4EFQ7Wk\/XoGsS8cGqTI\/AAAAAAAAAvc\/AOill3j_AVYUI3aG2n9ANiFQcQH2OBYkACLcBGAsYHQ\/s1600\/IMG-0669.jpg\" style=\"width: 300px;\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"M\" style=\"font-size:18px\">Noi medici odiamo le comunicazioni telefoniche e mai come ora il motivo mi si \u00e8 reso evidente. Inizialmente pensavo che il divieto di fornire informazioni telefoniche fosse principalmente una questione legale di verifica dell&#8217;identit\u00e0 del parente, ma non \u00e8 cos\u00ec. Per quanto possiamo parlare lentamente, cercare di utilizzare un lessico semplice e rispiegare pi\u00f9 volte i concetti, le persone con cui ci interfacciamo comprendono un decimo di ci\u00f2 che diciamo loro. Perch\u00e8 sono agitati, perch\u00e8 sono troppo concentrati a cercare di capirci e, ovviamente, perch\u00e8 noi pensiamo di essere chiari e non lo siamo. Per di pi\u00f9 l&#8217;unica cosa che tutti vogliono sapere, cio\u00e8 se il loro caro si salver\u00e0, \u00e8 l&#8217;unica cosa che evitiamo a tutti i costi di dire, perch\u00e9 non lo sappiamo.<br>Per\u00f2 la comunicazione ordinaria, faccia a faccia, funziona. Potrebbe andare meglio, molti di noi non sono bravi, ci sono problemi di tempo e di luogo, ma grossolanamente funziona e in gran parte lo fa grazie alla comunicazione non-verbale.<br>Il medico che si trova di fronte un parente pu\u00f2 comprendere il suo stato d&#8217;animo dal volto, pu\u00f2 intuire dall&#8217;espressione perplessa che non ha capito e rispiegare qualcosa anche se non gli viene esplicitamente richiesto, pu\u00f2 confortare con una mano sulla spalla o pu\u00f2 incoraggiare una domanda che vede affiorare alle labbra. Il parente che non capisce buona parte di ci\u00f2 che il medico gli dice, invece, ha, nel colloquio di persona due grandi vantaggi: leggere sulla la faccia del medico se le notizie sono buone o cattive, e interpretare lo stato generale del malato vedendolo.<br>Nei colloqui telefonici noi medici restiamo unici occhi e dispensatori di conoscenza di chi sta all&#8217;altro capo del telefono e in pochi minuti dobbiamo riassumere concetti complessi senza alcun aiuto visivo e non-verbale. Come sintetizzare una serie di parametri in poche parole comprensibili a casa? Molto spesso non capiamo neanche noi come vadano i pazienti, figuriamoci se siamo in grado di spiegarci in modo facile. Ha una frequenza respiratoria leggermente pi\u00f9 elevata di ieri, ha avuto di nuovo la febbre, l&#8217;ecografia sembra un po&#8217; meglio. \u00c8 sostanzialmente uguale a ieri&#8230; ma loro il malato non l&#8217;hanno visto n\u00e9 ieri, n\u00e9 ieri l&#8217;altro e forse neanche una settimana fa, che significato dare a queste parole? Chi \u00e8 a casa non ha mai visto un casco, una maschera da ventilazione, un paziente intubato, una terapia intensiva, ci\u00f2 che gli raccontiamo \u00e8 pi\u00f9 che mai oscuro e quello che vorrebbero sapere non glielo diciamo. Ho perso il conto delle volte, in questi giorni, che mi sono sentita dire: &#8220;Guarir\u00e0?&#8221;. E non conta quanto siamo espliciti nella comunicazione, chi ha qualcuno a cui tiene in ospedale cerca di appigliarsi a ogni condizionale per credere che andr\u00e0 tutto bene, per cercare nella nostra voce un filo di speranza. Ieri il marito di una signora anziana che non sta andando affatto bene, alla terza ripetizione del &#8220;Non sta andando bene e se non migliora con il casco non abbiamo altre terapie a disposizione&#8221; mi ha risposto &#8220;Ma tra quanto tempo si pu\u00f2 considerare fuori pericolo?&#8221; &#8220;C&#8217;\u00e8 rischio che non ce la faccia?&#8221;. S\u00ec, c&#8217;\u00e8 sempre rischio che non ce la facciano, quanto concreto vorrei saperlo anch&#8217;io.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\"><img src=\"https:\/\/1.bp.blogspot.com\/-rVQg0-I0YBI\/XoGrh6zE6xI\/AAAAAAAAAvM\/sze9Sdkzxjc4OF9GLf_0NzYngWb_UOB7wCEwYBhgLKs0DAMBZVoBUTDepoCp84-0gFkuM9QWhynIJeEDkqxAZnPwlf8AZs2Rlzg8u1vnDuLXHRrIqXoXP0y2_G4o2GbQurrQ9rYKqRx4wClRshNKG3HVSCQiEokfSdYE0Pgyy2tdPBPKLden2efILYTM3KEFyYU2gyZ5Ubfyf3F0qUrEUmdiP-eCVwrZvZzWXRa-00sTipp_9rsm_K9QthlWVXNYnSvrxQbsPMBVLAfD1U4ye5Gzb4pkc9X2_iTrloJiJQ9OtMtK68W7gEIu86qZT9wMmF80vwkUdDN-He51ZjwvISKFpUUJyq9giCsw1GhWOmlOo1qtpOI3hns0nMTxag6KQjjOmWXjYgwxuHNlBN2dih3pQFNpcF93TCFn-sHATrbS3gfVbI3hSiwPUjtQZ8lWZrC9nYp4U8gCyK23IiPOA5K4hSkwXJFIt_qW-dKUT1gYjV6WY7Bhd6DJv-Ceo7zVBcb9KgOncp5mrhO4u9UKGT9zZxLYLUK1usj-F9iBDVZBYuR6OTb6dD9K5W6W6TUhuOon0k6p4j-zkvAqpjleDmSXxb0gt3IaDeiHCI40IB6J6wN4wnWe5eOEQUu1DZukNrNPU0DdNqKVwytMq_GwwmN6G9AU\/s1600\/IMG-0620.jpg\" style=\"width: 500px;\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"M\" style=\"font-size:18px\">Riccardo (nome di fantasia) ha 50 anni, \u00e8 un po&#8217; sovrappeso come quasi tutti i nostri ricoverati Covid, ha sintomi da una settimana, ma \u00e8 peggiorato improvvisamente, gli abbiamo messo un casco al volo, ma appena lo disconnettiamo respira malissimo. \u00c8 giovane, sano, sappiamo tutti che merita una chance in pi\u00f9 del casco, bisogna intubarlo e portarlo in rianimazione. Lui \u00e8 inquieto, vorrebbe bere, vorrebbe togliere il casco, parlare con la moglie. Gli spieghiamo che non si pu\u00f2. Ciascuna di queste cose comprometterebbe la delicata operazione dell&#8217;intubazione e diminuirebbe significativamente le sue possibilit\u00e0 di sopravvivenza. Gli spieghiamo cosa faremo ed \u00e8 spaventatissimo, dentro al suo casco rumoroso, mentre quattro omini blu di cui pu\u00f2 intravedere solo gli occhi sotto una maschera di plastica gli urlano che respira troppo male e che \u00e8 necessario addormentarlo, mettergli un tubo in gola e connetterlo a un respiratore per dare ai suoi polmoni la possibilit\u00e0 di guarire. Chiede se \u00e8 proprio necessario. S\u00ec. Chiede se avviseremo noi la moglie. S\u00ec. Siccome tra gli infermieri che preparano i farmaci e l&#8217;anestesista che si appresta alla procedura sono la figura pi\u00f9 inutile, cedo a Riccardo la mia mano da stringere. Mentre me la stritola mi fa la domanda che tutti noi speriamo di non ricevere mai: &#8220;Quante probabilit\u00e0 ho di svegliarmi?&#8221;.<br>Un numero, conforto dell&#8217;era moderna.<br>A saperlo, un numero, e poi anche sapendolo, quanto \u00e8 confortante un numero?<br>Per Douglas Adams, scrittore visionario di una trilogia di fantascienza nonsense in cinque parti, la risposta alla domanda fondamentale sulla vita, l&#8217;universo e tutto quanto \u00e8 42.<br>Ma quale sar\u00e0 per Riccardo? Quale risposta mi conforterebbe se stessero per intubarmi? Come non comprendere la paura di chi si addormenta per non sapere se, quando e in che condizioni si sveglier\u00e0? Quanto \u00e8 rassicurante avere come ultima immagine mentale quella di quattro camici azzurri, quattro visori di plastica con sotto due occhi e una maschera, mentre hai un casco in testa e senti solo il ronzio assordante dell&#8217;aria proveniente dal ventilatore?<br>Gli d\u00f2 l&#8217;unica risposta possibile, quella che so essere per certo una bugia, ma spero sia almeno ci\u00f2 di cui ha bisogno in questo momento: &#8220;Buone possibilit\u00e0&#8221;. Poi mi sento troppo in colpa e aggiungo &#8220;Lo facciamo perch\u00e9 \u00e8 la cosa che le d\u00e0 le maggiori possibilit\u00e0 di guarire&#8221;.<br>Nelle varie leggi non scritte dell&#8217;ospedale c&#8217;\u00e8 quella di non essere mai troppo ottimisti. Mai definire una notte &#8220;tranquilla&#8221; prima di sbollare, mai promettere che &#8220;andr\u00e0 tutto bene&#8221;. Non basta un arcobaleno al balcone per una profezia che si autoavvera.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter is-resized\"><img src=\"https:\/\/1.bp.blogspot.com\/-6_zzztCuziI\/XoGuuhka_FI\/AAAAAAAAAvo\/5rs5Cot2Se0xapujUs1IOWWrBAtykyL5ACLcBGAsYHQ\/s1600\/90785472_10223331838910672_88596426468098048_n.jpg\" alt=\"\" width=\"500\"\/><figcaption>Photo Courtesy of Giorgia<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"M\" style=\"font-size:18px\">Riccardo \u00e8 morto a meno di 24 ore da quel &#8220;Quante probabilit\u00e0 ho di svegliarmi&#8221; che mi appesantir\u00e0 per sempre il cuore, ricevendo come ultima risposta la mia inutile rassicurazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"M\" style=\"font-size:18px\">Il resto del racconto e dei diari del reparto Covid sono disponibili&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.ibs.it\/abbracciare-con-sguardo-cronache-dal-libro-vari\/e\/9788849006834\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">qui<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; &#8220;Quarantadue!&#8221; url\u00f2 Loonquawl. &#8220;Questo \u00e8 tutto ci\u00f2 che sai dire dopo un lavoro di sette milioni e mezzo di anni?&#8221; &#8220;Ho controllato molto approfonditamente,&#8221; disse il computer, &#8220;e questa \u00e8 sicuramente la risposta. 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