{"id":487,"date":"2010-10-22T17:40:00","date_gmt":"2010-10-22T15:40:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2020-12-02T19:20:00","modified_gmt":"2020-12-02T18:20:00","slug":"se-esiste-un-inferno-e-fatto-come-il","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/triptofun.it\/index.php\/2010\/10\/22\/se-esiste-un-inferno-e-fatto-come-il\/","title":{"rendered":"Se esiste un inferno \u00e8 fatto come il Cacao. E io sono spacciata"},"content":{"rendered":"\n<blockquote class=\"wp-block-quote\"><p><em>Al tornar della mente che si chiuse<\/em><br><em>dinanzi alla piet\u00e0 d\u2019i due cognati<\/em><br><em>che di trestizia tutto mi confuse,<\/em><br><em>novi tormenti e novi tormentati<\/em><br><em>mi veggio intorno, come ch\u2019io mi mova<\/em><br><em>e ch\u2019io mi volga e come che io guati<\/em><\/p><cite>Dante, Inferno VI 1-6<\/cite><\/blockquote>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.phdcomics.com\/comics\/archive\/phd060910s.gif\"><img src=\"http:\/\/www.phdcomics.com\/comics\/archive\/phd060910s.gif\" alt=\"\"\/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"M\">So che <a href=\"https:\/\/triptofun.it\/index.php\/2010\/02\/08\/la-perversa-cultura-dellapericena\/\">ho gi\u00e0 scritto a riguardo dell\u2019abominevole usanza dell\u2019apericena, <\/a>ma quanto detto \u00e8 troppo poco per descrivere l\u2019abiezione assoluta del Cacao. All\u2019apparenza il cibo \u00e8 ottimo e abbondante, i cocktail sono meno marmellatosi del solito e il posto \u00e8 carino. Eppure \u00e8 un\u2019esperienza terribile.\u00a0<br><br>Il Cacao, lo spiego a chi non ha mai avuto il piacere di stazionarvi, \u00e8 un grazioso locale immerso nel verde del parco del Valentino, tutto terrazze, scalinate e alberi, foggiati nel complesso a guisa di cono di dantesca memoria. \u00c8 un inferno s\u00ec, ma molto <em>a la page<\/em>, almeno da vuoto.<br>Solitamente il locale fa da discoteca, e una pure abbastanza esigente in termini di abbigliamento consono e portafogli guarnito. Due giorni a settimana (marted\u00ec e gioved\u00ec per chi vuole sperimentare) diventa per\u00f2 serata \u201capericena ingresso libero consumazione facoltativa 10 euro\u201d.\u00a0<br>Alle 8 una folla di proporzioni bibliche attende che si aprano i cancelli. La coda \u00e8 all\u2019italiana: ogni gruppo che arriva si piazza a fianco ai precedenti tentando di scavalcare il maggior numero di persone possibile.<br>Alle 9 due buttafuori iniziano a selezionare con criteri imperscrutabili chi pu\u00f2 entrare e chi no. Spezzano gruppi a met\u00e0 mentre l\u2019infinita fiumana di gente viene inghiottita dall\u2019imbuto.<br>Gli amici che si separano a questo punto possono anche dirsi addio, difficilmente si incontreranno nel corso della serata.\u00a0<br>Varcati i cancelli si ha per un istante la visione complessiva di quanto accade all\u2019interno del locale ed \u00e8 a met\u00e0 tra il gaio disordine del paese dei balocchi di Pinocchio e la bolgia di anime disperate della prima cantica di Dante con un pizzico di invasione delle cavallette e piaghe d\u2019Egitto. Un alveare umano, un brulichio di gente che si affaccenda attorno a dei gazebo pieni di cibo, spostandosi in massa verso quelli pi\u00f9 forniti e abbandonando con aria desolata quelli ormai vuoti. Tutti perfettamente coordinati, guidati dal pi\u00f9 primitivo degli istinti: la fame.\u00a0<br>La lucidit\u00e0 della visione dura un momento, appena varcata la soglia si viene risucchiati e si diventa parte integrante della folla affamata. Paragonati ad altri apericena alcuni dettagli possono stupire: piatti e posate non sono di plastica ma rispettivamente di ceramica e metallo, i carrelli del cibo sono ben illuminati ed \u00e8 quasi sempre intellegibile la composizione degli alimenti.<br><br>Ma poi ci sono gli avventori.\u00a0<br>Chi entra, almeno inizialmente, tenta di comportarsi in modo urbano, ma presto si ritrova circondato di buzzurri in camicia firmata e capello plastico che, armati di cucchiaio di portata, forchetta personale o delle mani, fanno man bassa di qualsiasi cosa capiti loro a tiro reggendo con la mano libera decine di piatti con tecnica da equilibristi di rara fama (e fame).<br>Il cibo non pare mai abbastanza per sfamare il carnaio, pentoloni da decine di chili di pasta vengono svuotati in pochi secondi, camerieri indaffarati trasportano da un capo all\u2019altro della sala vassoi giganteschi seguiti perennemente da uno stuolo di disperati in maglietta di Armani.<br>I pi\u00f9 audaci giungono a rubare il cibo al volo con le mani durante il transito del vassoio, consci che non riusciranno a seguirne l\u2019intero tragitto senza essere travolti da altri tapini intenti nella stessa impresa.\u00a0<br>Ben presto ci si rende conto che dare un ordine sensato alla propria cena tipo antipasto-primo-secondo-frutta-dolce \u00e8 non solo utopistico ma proprio impossibile e ci si arrangia mangiando quello che si trova, e pazienza se si tratta di prosciutto, fagioli, anguria, budino al cioccolato, pasta all\u2019amatriciana e fritto misto\u2026 in quest\u2019ordine.<br>L\u2019unica regola \u00e8 quella dell\u2019hic et nunc, chi \u00e8 restio ad assaggiare l\u2019ananas prima degli spiedini potrebbe non averne pi\u00f9 l\u2019occasione al termine della cena. Questo scatena risse ed accaparramenti: gli amici pi\u00f9 organizzati si scelgono un luogo di ritrovo e si sparpagliano ai quattro angoli della sala, tornando di tanto in tanto alla base, ciascuno con il frutto della propria razzia da condividere con gli altri. Taluni scavalcano la coda senza troppi problemi. Accade cos\u00ec che mentre la truccatissima, zeppatissima, tiratissima e firmatissima sedicenne davanti a te si sta copiosamente rifornendo di peperoni fritti, sbuchi da sotto la tua ascella un piatto vuoto accompagnato dall\u2019implorazione stridula \u201cDacci un po\u2019 di frittura anche pe\u2019zia Concetta!\u201d.<br>Girandoti appuri che la zia in questione \u00e8 una sessantenne bassa e sgraziata, che si pavoneggia in un vestito fantasia-tende-da-cucina neanche fosse a una sfilata di Valentino. Cos\u00ec mentre la sedicenne marchiata Dolce e Gabbana dal fondotinta alle mutande riempie senza scomporsi quattro piatti di salsicce, peperoni e olive ascolane per la sua numerosa famiglia, ti giri osservando per la prima volta gli avventori e non il cibo.<br>Ti rendi conto che palesemente i buttafuori selezionano a caso perch\u00e8 in mezzo ad adolescenti emo e fighetti, studenti universitari ubriachi, trentenni rampanti che ridono sguaiatamente spuntano tentando di mimetizzarzi (piuttosto male a onor del vero) cinquantenni con pancia da birra in bermuda e infradito, zie concette in mise ancora pi\u00f9 improbabili, allegre famigliole con l\u2019aria di essere a un pic nic. Il richiamo animale del cibo gratuito. Gi\u00e0, perch\u00e9 naturalmente quasi tutti tentano di evitare la \u201cconsumazione facoltativa\u201d, chi nascondendo camelback sotto la giacca, chi imboscando mignon di vodka nelle borsette di Gucci.<br>Ovviamente i proprietari del locale sono di diverso avviso e, poco propensi a sfamare le masse di tasca propria, cercano in ogni modo di indurre la clientela a consumare. Il risotto ai frutti di mare sembra cotto nell\u2019Adriatico tanto \u00e8 salato, peperoncini interi saltano fuori un po\u2019 dappertutto dal fritto misto all\u2019insalata russa, dagli spiedini alla macedonia.<br>Qualcuno in preda alla disperazione tenta di ottenere un po\u2019 d\u2019acqua del rubinetto facendo gli occhi dolci al cameriere, ma i pi\u00f9 stoici resistono o come me, sazi e disgustati dalla folla e dal frastuono a mezzanotte abbandonano il campo, lasciandosi dietro pile di piatti usati, polpette sbocconcellate, pavimento pieno di sugo e di coca-cola, vassoi vuoti e briciole ovunque e vanno alla ricerca di una fresca ed economica birra agli imbarchini.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.phdcomics.com\/comics\/archive\/phd070510s.gif\"><img src=\"http:\/\/www.phdcomics.com\/comics\/archive\/phd070510s.gif\" alt=\"\"\/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"M\">Un ringraziamento speciale per questo post va a Giovanni Comoglio per l&#8217;idea.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Al tornar della mente che si chiusedinanzi alla piet\u00e0 d\u2019i due cognatiche di trestizia tutto mi confuse,novi tormenti e novi tormentatimi veggio intorno, come ch\u2019io mi movae ch\u2019io mi volga e come che io guati Dante, Inferno VI 1-6 So che ho gi\u00e0 scritto a riguardo dell\u2019abominevole usanza dell\u2019apericena, ma [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":945,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[55,48,47],"tags":[22],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/triptofun.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/487"}],"collection":[{"href":"https:\/\/triptofun.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/triptofun.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/triptofun.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/triptofun.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=487"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/triptofun.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/487\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":974,"href":"https:\/\/triptofun.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/487\/revisions\/974"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/triptofun.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/945"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/triptofun.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=487"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/triptofun.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=487"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/triptofun.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=487"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}