{"id":41,"date":"2020-04-06T17:10:00","date_gmt":"2020-04-06T15:10:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2020-11-23T11:41:54","modified_gmt":"2020-11-23T10:41:54","slug":"otto-mascherine-il-territorio-e-la","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/triptofun.it\/index.php\/2020\/04\/06\/otto-mascherine-il-territorio-e-la\/","title":{"rendered":"Otto mascherine: il territorio e la comunit\u00e0 ai tempi del Covid19"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"M\" style=\"font-size:18px\"><em>Da quando \u00e8 iniziata questa emergenza l&#8217;Italia (e il mondo) hanno scoperto la medicina d&#8217;urgenza e la terapia intensiva. Ora chiunque sa cosa fa un anestesista, la differenza tra una mascherina chirurgica e un filtrante, come funziona la ventilazione non invasiva, perch\u00e9 \u00e8 utile pronare un malato e molte altre cose ultraspecialistiche. Si d\u00e0 il caso che io faccia il medico d&#8217;urgenza e che quindi mi risulti facile raccontare cosa avviene ogni giorno in ospedale, ma c&#8217;\u00e8 una parte della realt\u00e0 medico-assistenziale pi\u00f9 nascosta e ignorata dalla retorica dei media, negletta da sempre e difficilissima da proteggere. Quello che state per leggere \u00e8 un guest post scritto da S. mio compagno di universit\u00e0 e amico che si trova a fronteggiare la stessa emergenza in un ambito completamente diverso dal mio.<br>Ecco a voi il Covid19 con gli occhi di chi lavora in una comunit\u00e0 psichiatrica.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"M\" style=\"font-size:18px\">D. sta passando le due settimane pi\u00f9 belle della sua vita. O almeno le pi\u00f9 belle da quando \u00e8 qui. La quarantena \u00e8 la sua Disneyland.<br>Ridiamo, rigorosamente dietro uno schermo. Oggi sar\u00e0 la quarta ora consecutiva che passo davanti a uno schermo. Con lo schermo in quarantena facciamo tutto: cene, sexting e lavoro. Tutto su skype, whatsapp, zoom. Divertente. Quando finalmente finir\u00f2 di lavorare, potr\u00f2 mettere su i felafel e, neanche a dirlo, riaccendere il computer e continuare a guardare il film da dove l&#8217;ho lasciato. Questi vendicatori hanno portato decisamente scompiglio a New York e, sinceramente, credo che qualcuno debba far prendere a quel Nick qualcuna delle sue responsabilit\u00e0. Tutto attraverso lo schermo.<br>Parlavamo di D.<br>D. Non \u00e8 propriamente un mio paziente. \u00c8 ospite di una comunit\u00e0 dove, proprio a ridosso della pandemia, avevo iniziato a fare formazione e supervisione. \u00c8 molto difficile rispondere alla domanda &#8220;Che medico sei?&#8221; quando mi viene rivolta.<br>Se avessi avuto un percorso pi\u00f9 lineare (specializzazione, contratto da strutturato) sarebbe pi\u00f9 semplice: &#8220;Faccio l&#8217;endocrinologo, ambulatorio diabetologia&#8221;. Invece sono uno di quei &#8220;camici grigi&#8221;, lavoro a partita iva, mai visto un contratto di assunzione e mi trovo a cambiare spesso lavoro, un po&#8217; perch\u00e9 cos\u00ec \u00e8 questa fetta del mercato, un po&#8217; perch\u00e9 sono cos\u00ec io e in questa fluidit\u00e0 alla fine ci sguazzo pure troppo. Per\u00f2 ce la stavo facendo ad avere una qualche forma di stabilit\u00e0, un qualche piano, tra strutture residenziali, formazione, giro di sostituzioni e turni in clinica. Poi SarsCov2 \u00e8 arrivato in Europa e quasi tutti i miei lavori sono stati cancellati o, quando va bene, si sono trasformati in qualcos&#8217;altro, una sorta di manager reperibile 24\/7.<br>In questa strana quotidianit\u00e0 ho dovuto confrontarmi con il virus in modi molto diversi e mi sono trovato a improvvisare risposte, con la sensazione di essere solo e senza indicazioni. Dai genitori degli ambulatori pediatrici che mi ponevano domande sulla prozia ricoverata, al servizio di educativa territoriale che, pre-confinamento, mi chiede una realistica valutazione del rischio di una pizzata in Val Chisone. Pian piano che abbiamo visto attorno a noi le cose cambiare e i toni dei media ci hanno pitturato una realt\u00e0 diversa, le preoccupazioni sono cambiate e i quesiti pure. &#8220;Ma sar\u00e0 sto covid?&#8221; e &#8220;Come facciamo con le mascherine? Servono?&#8221;<br>Sono iniziati i ricoveri. In una &#8220;mia&#8221; comunit\u00e0 R., a fine febbraio, \u00e8 stato ricoverato due volte per polmonite interstiziale. Anche se ospedalizzato, non gli \u00e8 stato fatto il tampone. Sar\u00e0 covid? Probabile, ma se dico probaile cosa capiranno? Capiranno S\u00ec&#8221; o capiranno &#8220;Probabile&#8221;? Rispondo la verit\u00e0, e l&#8217;incertezza non piace mai come risposta quando viene da un medico. &#8220;Non c&#8217;\u00e8 la diagnosi, ma la sintomatologia \u00e8 compatibile, come anche i risultati degli esami. Ma potrebbe essere anche altro.&#8221; Si sente dal tono della mia voce che ci credo veramente poco.<br>Con il ricovero di R. sono iniziate le mutue: ai coordinatori \u00e8 venuto il sospetto che non sempre siano davvero giustificate e qualcuno si metta in mutua per paura. Dai dati che abbiamo, per\u00f2, il contagio tra operatori sanitari \u00e8 altissimo, per cui s\u00ec, ci si ammala a lavoro e ci si ammala tanto. Con le mutue sono comparse le soluzioni fantasiose per coprire i turni dei servizi residenziali, mentre i servizi non residenziali hanno dovuto chiudere (e con loro una parte del mio reddito del mese se n&#8217;\u00e8 andato, cos\u00ec).<br>I lavoratori sono spaventati e chiedono risposte che non riesco a dare. Si vocifera che nel torinese abbiano chiesto a dei lavoratori sintomatici di mettersi in quarantena direttamente in struttura, dopo essere stati a contatto con ospiti covid+. Si dice che sia stato chiesto di passare due settimane in quarantena con gli utenti, per non aumentare il contagio a nuovi lavoratori. Una prospettiva che fa paura e che terrorizza quasi quanto la paura di portare il contagio ai propri affetti e ai propri cari.<br>Intanto il telefono squilla, le skype call si moltiplicano, la logistica dell&#8217;approvvigionamento dei DPI diventa la sfida del mese. Il fatto di avere utenti con disabilit\u00e0 importanti, spesso sindromici e con quadri di immunodepressione e fragilit\u00e0, non cambia la burocrazia secondo cui noi siamo un servizio non sanitario e quindi i dispositivi arriveranno, se e quando ci saranno, dopo tutti gli altri. Le priorit\u00e0 sono altre, ci sentiamo dire da ormai un mese.<br><br>Forse sono pure d&#8217;accordo. Ho fatto 6 giorni di sostituzioni con un&#8217;unica mascherina chirurgica, trafugata da una collega, sotto giuramento di non rivelare mai la fonte. E infatti mi sono sono inevitabilmente ammalato e ho fatto la quarantena.<br>Forse \u00e8 giusto che arriviamo dopo ogni ospedale, ogni ambulatorio, ogni servizio sanitario in senso stretto. Ma se uno dei miei pazienti venisse ospedalizzato, per colpa della mia scarsa capacit\u00e0 di organizzare e fornire ai lavoratori gli strumenti per non portare il contagio in comunit\u00e0, sarebbe candidato pi\u00f9 alla palliazione che alla rianimazione e alle cure intensive.<br><br>Da quando R. ha avuto la recidiva ho iniziato ad avere l&#8217;insonnia. Come vi dicevo, sono un medico un po&#8217; particolare. Spesso lavoro pi\u00f9 con le equipe delle mie strutture che con gli ospiti, ma il sorriso di R. me lo ricordo. Mi ricordo quando ci siamo incontrati: sorriso sdentato, andatura steppante e succo di frutta da portare in sala riunioni, (ve le ricordate le sale riunioni? Non zoom, sale riunioni). \u00c8 stata la mia ultima pausa caff\u00e9 in comunit\u00e0, quasi due mesi fa.<br>R. ormai sta bene. Ma la mia insonnia continua. Le cose pi\u00f9 semplici, come la gestione della riabilitazione dopo una caduta, sono diventate sfide insormontabili. Grandi e piccoli problemi ormai sono una mole inestricabile di preoccupazioni da sbrogliare e gestire con quel briciolo di lucidit\u00e0 rimasta.<br>Ed \u00e8 al ricovero di R. che penso mentre mi aggiornano su D. D. non l&#8217;ho conosciuto direttamente, anche se il suo caso mi \u00e8 stato esposto poco prima che venisse isolato. Gestire in comunit\u00e0 un isolamento non \u00e8 semplice, soprattutto quando non tutti gli ospiti hanno le capacit\u00e0 cognitive per capire gli stravolgimenti che avvengono attorno a loro.<br><br>Questa nuova routine, segregati e senza poter uscire, ricorda la gestione pre-Basaglia e ci fa paura pure dirlo. Certamente non per tutti, ma per i casi pi\u00f9 gravi s\u00ec. Sono aumentate le prescrizioni farmacologiche e i dosaggi, mentre vediamo scomparire le attivit\u00e0 e gli strumenti psicoeducativi messi in piedi con tanta fatica. Gli ospiti litigano per portare l&#8217;immondizia fuori. In un caso uno di questi litigi \u00e8 diventata agitazione vera e propria, e ha richiesto un accesso in DEA, con tutte le preoccupazioni che da un accesso in DEA oggi derivano. Ai tempi del sarscov2, decidere chi butter\u00e0 l&#8217;immondizia \u00e8 un problema clinico che occupa risorse mentali e tempo. Chi l&#8217;avrebbe detto!<br><br>Per\u00f2 D. \u00e8 felice. Un bambino confinato in una sala piena di cuscini, riadattata a camera da letto, circondato di attenzioni e, finalmente indisturbato, libero di sfogare le sue fissazioni: battere ritmicamente i libri uno con l&#8217;altro e far suonare i suoi carillion.<br>Ma D. non \u00e8 il motivo della chiamata. C&#8217;\u00e8 qualcosa di pi\u00f9 complicato da discutere.<br>La questione DPI \u00e8 questione di vita e di morte, letteralmente. Gli operatori in alcuni casi imboccano gli ospiti, fanno loro l&#8217;igiene. Il rischio di portare qualcosa da fuori \u00e8 altissimo.<br>&#8220;Sono arrivate le mascherine della protezione civile&#8221;.<br>Sento il battito cambiare il suo ritmo. Forse possiamo tirare un sospiro di sollievo. Qualche arma in pi\u00f9, oltre a quelle poche che siamo riusciti ad avere, in un clima di controspionaggio e contrabbando.<br>&#8220;Sono otto. Otto per noi e per il centro diurno.&#8221;<br>Sono deluso, ma non stupito.<br>&#8220;Con sedici mascherine che ci facciamo?! Copriamo un turno e qualcosa!&#8221;<br>&#8220;No dottore, hai capito male. Otto tra noi e il centro diurno.&#8221;<br>D. non lo sa che le rianimazioni sono piene, lui non sa cosa sia un ventilatore e sta notte dormir\u00e0 circondato tra i suoi giochi in questa improvvisata vacanza. Non sa nulla delle sue chanche come paziente che presenta numerose comorbilit\u00e0. Non lo sa, e sono settimane di beatitudine completa, mannaggia a lui e alla sua saturazione. Dormir\u00e0 sereno questa notte, lui.<br>Io passer\u00f2 la notte con i supereroi, sperando di assorbire un po&#8217; di coraggio per affrontare i problemi che domani si presenteranno.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da quando \u00e8 iniziata questa emergenza l&#8217;Italia (e il mondo) hanno scoperto la medicina d&#8217;urgenza e la terapia intensiva. 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