{"id":337,"date":"2015-06-20T20:05:00","date_gmt":"2015-06-20T18:05:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2020-11-25T04:53:41","modified_gmt":"2020-11-25T03:53:41","slug":"coscienza-della-comunicazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/triptofun.it\/index.php\/2015\/06\/20\/coscienza-della-comunicazione\/","title":{"rendered":"(Co)scienza della comunicazione"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"M\" style=\"font-size:18px\">Un medico che conosco ha ricevuto dalla sua banca una &#8220;Proposta di modifica unilaterale del contratto&#8221;. Trovandola incomprensibile si \u00e8 recato dal Direttore, ha appoggiato la lettera incriminata sulla scrivania del suddetto e gli ha cortesemente comunicato quanto segue: &#8220;Conosco bene l&#8217;Italiano, ho una laurea in medicina, insegno all&#8217;Universit\u00e0 eppure non ho capito una virgola di quello che scrivete. Si pu\u00f2 immaginare gli altri vostri clienti?&#8221;.<br>Ecco, io penso che se i nostri pazienti fossero meno intimiditi dalla figura del Dottore spesso e volentieri ci direbbero la stessa cosa. Magari sono ingegneri nucleari con un dottorato al MIT, ma non per questo sono avvantaggiati rispetto al metalmeccanico nella comunicazione coi medici.<br><br>Negli anni da studenti tutti noi abbiamo goduto di una posizione privilegiata, abbiamo ascoltato &#8220;medici veri&#8221; spiegare diagnosi, illustrare procedure, descrivere condizioni, informare (o convincere) i pazienti, possedendo noi stessi una conoscenza della medicina di poco superiore a questi ultimi.<br>Forse abbiamo ammirato qualcuno per la sua chiarezza e pacatezza nel semplificare procedure complesse, ma quante altre volte ci siamo ritrovati a pensare che la spiegazione fosse incomprensibile o inquietante?<br>Magari ci siamo anche ripromessi di migliorare su questo aspetto, poi siamo cresciuti, siamo diventati medici anche noi e abbiamo ereditato lo stesso difetto.<br>Quando mia nonna era ricoverata all&#8217;ospedale, mia madre, un giorno, mi riport\u00f2 il seguente bollettino: &#8220;Mi hanno detto che nonna ha i nervi scossi&#8221;. Non riuscivo proprio a ricollegare l&#8217;immagine un po&#8217; sonnolenta di mia nonna con l&#8217;insufficienza renale a qualcuno con i &#8220;nervi scossi&#8221; finch\u00e9 non mi torn\u00f2 in mente un pomeriggio di studio di fisiologia cardiaca.<br>&#8220;Mamma, non \u00e8 che per caso ti hanno detto <em>shock<\/em>?&#8221;<br>&#8220;S\u00ec, esattamente&#8221;.<br>Mi ci era voluta Santa Wikipedia all&#8217;epoca di fisiologia per svelare l&#8217;arcano.<br>L&#8217;italiano comune ha ereditato questo orrendo anglicismo come sinonimo di <em>scossa<\/em>&nbsp;(&#8220;Giulio \u00e8 stato licenziato in tronco: che <em>shock<\/em>!&#8221;) mentre il medichese ne utilizza (in assenza di analogo italiano) il significato scientifico ovvero &#8220;grave e spesso irreversibile insufficienza circolatoria&#8221;. Volendo scegliere un sostantivo dell&#8217;italiano comune per esprimere questo concetto ad un pubblico profano il termine migliore potrebbe essere <em>collasso.&nbsp;<\/em><br>Lo studente di medicina la prima volta che sente nominare lo <em>shock<\/em> in senso medico si chiede cosa sia, poi ne impara il significato come l&#8217;architetto impara quello di putrella e lo usa tranquillamente con i propri interlocutori, apparentemente del tutto immemore del ben pi\u00f9 comune significato del termine e genera cos\u00ec ogni sorta di equivoci.<br>E gi\u00e0 siamo&nbsp;fortunati rispetto al mondo anglosassone dove met\u00e0 delle parole scientifiche, in quanto di derivazione latina, sono completamente diverse dal lessico di uso comune.&nbsp;Lieti del fatto che la differenza percepita in italiano tra <em>addome<\/em> e <em>pancia<\/em> e tra <em>cranio<\/em> e <em>testa<\/em> non sia cos\u00ec abissale, dovremmo quanto meno sforzarci di limitare l&#8217;uso degli acronimi. Cosa sia un ECG in ambio sanitario lo sanno anche i sassi, ma coi pazienti \u00e8 sempre meglio sprecare quelle quattro sillabe in pi\u00f9 per dire <em>elettrocardiogramma<\/em>, medesime sillabe che possono essere proficuamente investite per dire <em>ecografia del cuore<\/em> al posto di <em>ecocardio<\/em>.<br><br>Talvolta ho assistito a capolavori del tipo: &#8220;Il Suo parente ha dei piccoli ictus in ortostatismo di chiara natura emodinamica&#8221;. L&#8217;unica parola comprensibile per il senso comune \u00e8 <em>ictus<\/em> che evoca per\u00f2 vecchi paralitici, un messaggio non troppo rassicurante, soprattutto considerando che il senso della frase era &#8220;Ogni volta che Suo padre si siede non arriva abbastanza sangue al cervello e <em>sembra<\/em> che abbia un ictus finch\u00e9 non si sdraia di nuovo e tutto torna come prima&#8221;.<br>Pu\u00f2 anche capitare, per\u00f2, che il problema non sia quanto sia comprensibile una frase, ma quanto sia emotivamente accettabile. &#8220;Domani deve fare la scintigrafia, \u00e8 un esame in cui le iniettano un liquido radioattivo e poi la fotografano per vedere dove si accumula. Emaner\u00e0 radiazioni per un po&#8217;&#8221;.&nbsp;Descrizione scientificamente ineccepibile, discretamente comprensibile, ma a meno che il vostro paziente sia un fisico delle particelle (e poi ancora) alla parola &#8220;radioattivo&#8221; gli scorreranno sulla retina immagini di Hiroshima, di uomini in tuta bianca che maneggiano uranio con pinze lunghissime o, nella migliore delle ipotesi, dell&#8217;uomo ragno. Pazienza se per noi addetti ai lavori non c&#8217;\u00e8 grande differenza fra un emettitore di raggi X che genera una TAC o un mezzo di contrasto che emette raggi gamma per la scintigrafia&#8230; per chiunque con una spiegazione del genere il primo esame sar\u00e0 pi\u00f9 accettabile del secondo.<br><br>Un chirurgo ha spiegato cos\u00ec l&#8217;intervento di paratiroidectomia ad una mia paziente:&nbsp;&#8220;E&#8217; molto facile, facciamo un taglio qui sul collo, isoliamo i vasi, togliamo queste ghiandole e gliele reimpiantiamo in un braccio&#8221;.<br>Lui era serafico, lei terrorizzata. Per lui era odrinaria amministrazione, per lei un intollerabile frugare nelle profondit\u00e0 dei suoi organi.<br><br>Non si pu\u00f2 negare che ciascuno di noi la primissima volta che ha visto mettere un catetere vescicale \u00e8 stato percorso da un brivido freddo lungo la schiena o si \u00e8 sentito a disagio vedendo il paziente contorcersi mentre il medico cercava con l&#8217;ago di pungere l&#8217;arteria del polso per un&#8217;emogasanalisi.<br>Dopo decine o centinaia di procedure, un cos\u00ec elevato grado di empatia col paziente per fortuna scompare, o non saremmo in grado &nbsp;di svolgere il nostro lavoro serenamente, ma non possiamo scordarci che per chi ci sta di fronte &#8220;buchiamo un vaso del collo&#8221; o &#8220;mettiamo un tubicino nel torace per togliere il liquido e farLa respirare meglio&#8221; pu\u00f2 essere di un&#8217;invasivit\u00e0 insostenibile.<br>Partendo da questo mucchio di problemi di base, le cose non possono che complicarsi immensamente quando si tratta di comunicare notizie difficili. Gli eufemismi, ci insegnano, sono da evitare, altrimenti la speranza ha sempre il sopravvento. Ho visto mariti chiedere &#8220;Ma quindi come sta?&#8221; in risposta a un troppo sensibile &#8220;Sua moglie non ce l&#8217;ha fatta&#8221;.<br><br>D&#8217;altro canto troppo spesso ci dimentichiamo che dopo aver pronunciato parole come <em>morto<\/em>, <em>tumore<\/em>, <em>incurabile<\/em> il cervello del nostro interlocutore sta girando a tremila per elaborare e accettare l&#8217;informazione e non \u00e8 in grado di effettuare contemporaneamente lo sforzo (come abbiamo visto gi\u00e0 gravoso) di comprendere i dettagli che gli stiamo fornendo.<br>Ma noi siamo in pronto soccorso e di l\u00e0 all&#8217;accettazione c&#8217;\u00e8 uno che urla perch\u00e9 \u00e8 in coda da sei ore e non \u00e8 ancora stato visitato.<br>E&#8217; cos\u00ec che mi chiedo, quand&#8217;\u00e8 che di preciso abbiamo perso la capacit\u00e0 di distinguere ci\u00f2 che \u00e8 chiaro a noi da ci\u00f2 che \u00e8 chiaro al paziente? Quand&#8217;\u00e8 che abbiamo perso il contatto con la realt\u00e0? A forza di frequentare solo medici e studenti di medicina? A forza di sforzarci di non farci capire dai pazienti mentre parliamo tra noi? Perch\u00e9 non si tratta di avere doti comunicative particolari, che per un mestiere come il nostro sarebbero pure fondamentali, si tratta del puro e semplice atto di&nbsp;<em>comunicare<\/em>, ovvero generare una relazione in cui si trasmette un messaggio e si recepisce un feedback, possibilmente positivo, di quanto trasmesso.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img src=\"https:\/\/triptofun.it\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/hqdefault2B252812529.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p class=\"M\" style=\"font-size:18px\">Ricordate Paco Lanciano il modellinista di SuperQuark capace con un telo di gomma e quattro sfere metalliche di far comprendere a chiunque la teoria della relativit\u00e0 generale?<br>Forse dovrebbero chiamare lui a tenere il corso di comunicazione nelle facolt\u00e0 di medicina. In fondo il diritto del pubblico di imparare la teoria dei buchi neri non \u00e8 sicuramente maggiore di quello del paziente ad essere rassicurato e a comprendere cosa avverr\u00e0 della sua salute.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un medico che conosco ha ricevuto dalla sua banca una &#8220;Proposta di modifica unilaterale del contratto&#8221;. Trovandola incomprensibile si \u00e8 recato dal Direttore, ha appoggiato la lettera incriminata sulla scrivania del suddetto e gli ha cortesemente comunicato quanto segue: &#8220;Conosco bene l&#8217;Italiano, ho una laurea in medicina, insegno all&#8217;Universit\u00e0 eppure [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":338,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[18,12,14],"tags":[3,21,4,30],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/triptofun.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/337"}],"collection":[{"href":"https:\/\/triptofun.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/triptofun.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/triptofun.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/triptofun.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=337"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/triptofun.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/337\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":913,"href":"https:\/\/triptofun.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/337\/revisions\/913"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/triptofun.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/338"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/triptofun.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=337"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/triptofun.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=337"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/triptofun.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=337"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}