{"id":14,"date":"2020-11-02T17:17:00","date_gmt":"2020-11-02T16:17:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2020-12-11T11:27:57","modified_gmt":"2020-12-11T10:27:57","slug":"covid-19-lequazione-emotiva-della","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/triptofun.it\/index.php\/2020\/11\/02\/covid-19-lequazione-emotiva-della\/","title":{"rendered":"Covid-19, L&#8217;equazione emotiva della seconda ondata"},"content":{"rendered":"\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-style-default\"><p>Ogni volta che un bimbo dice: &#8220;io non credo alle fate&#8221;, c&#8217;\u00e8 una fatina che da qualche parte cade a terra morta.<\/p><cite>J.M.Barrie, Peter Pan<\/cite><\/blockquote>\n\n\n\n<p class=\"M\" style=\"font-size:18px\">Ospedali pieni, pronto soccorso intasato, tende dell&#8217;esercito fuori dall&#8217;ospedale, reparti convertiti in tutta fretta per ospitare i malati Covid, giovani medici e specializzandi contrattualizzati per dare una mano, tutto \u00e8 tornato come a marzo, tranne per un particolare fondamentale: l&#8217;attitudine dei miei colleghi. <br>Da un po&#8217; li osservo, e pi\u00f9 ci parlo, leggo cosa scrivono, li incontro, pi\u00f9 vedo riflessi, nei loro, i miei stessi pensieri e sentimenti. Il clima che si respira in ospedale come sui social network \u00e8 di rassegnata frustrazione, con sfumature di rabbia e fastidio. C&#8217;\u00e8 chi se la prende con chi quest&#8217;estate ha fatto festa, chi con il Governo che ha fatto troppo poco e troppo tardi, chi attacca i negazionisti invitandoli a offrirsi volontari per lavorare nei reparti Covid, chi tenta per l&#8217;ennesima volta di risolvere l&#8217;enigma lupo\/capra\/cavolo e attraversamento del fiume nella nuova versione 2020 figli\/nonni\/genitori operatori sanitari che devono vivere cercando di non ammalarsi di Covid. <br><br>Perch\u00e9 vedete, tecnicamente per il nostro lavoro non fa nessuna differenza che la gente ci applauda dai balconi o filmi di nascosto i parcheggi vuoti davanti agli ospedali per gridare al complotto, che ci regali il cibo o ci accusi di voler fermare il paese dall&#8217;alto del nostro stipendio fisso. Noi comunque ogni mattina entreremo in ospedale e cureremo allo stesso modo chi ci capita, <em>&#8220;senza distinzione di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche e condizioni personali o sociali&#8221;<\/em>.&nbsp; <br>Il problema \u00e8 lo spirito con cui lo facciamo.&nbsp; <br>Abbiamo le spalle larghe, noi del pronto soccorso. <br>Ogni giorno c&#8217;\u00e8 qualcuno che si lamenta, urla, inveisce, sputa, lancia oggetti, aggredisce un operatore sanitario. Pi\u00f9 raramente qualcuno commenta: &#8220;Come fate?&#8221;, &#8220;Siete dei santi&#8221;, &#8220;Complimenti&#8221;, &#8220;Che pazienza&#8221;, &#8220;Chi ve lo fa fare?&#8221;. <br><br>Ce lo chiediamo tutti i giorni chi ce lo fa fare, a volte \u00e8 lo sguardo riconoscente di un vecchietto a cui abbiamo portato una coperta in pi\u00f9, altre volte \u00e8 la soddisfazione professionale di aver gestito bene un&#8217;emergenza, a volte \u00e8 lo sguardo sereno con cui un malato si addormenta dopo l&#8217;antidolorifico, altre \u00e8 il ringraziamento di un parente. <br>Tutti i giorni abbiamo altrettanti motivi per trovarlo detestabile questo lavoro: le immagini insopportabili che rimangono impresse negli occhi, il pianto della madre a cui abbiamo dovuto comunicare la morte del figlio, il colorito grigio del giovane che abbiamo tentato di rianimare invano per un&#8217;ora, la nonna morente, sola in un ospedale chiuso alle visite, la cronica mancanza di posti letto, l&#8217;ancora pi\u00f9 cronica mancanza di personale e di risorse, l&#8217;impossibilit\u00e0 di concentrarsi per cinque minuti sullo stesso paziente perch\u00e9 c&#8217;\u00e8 sempre troppo da fare, la coda infinita. <br>Ci\u00f2 che chi sta fuori dall&#8217;ospedale pensa di noi non \u00e8 che una variabile trascurabile di un&#8217;equazione complessissima, di quelle con mille parentesi e lettere strane che alle medie sbagliavo sempre. <br>\u00c8 il risultato finale di questa equazione, per\u00f2, ad essere importante: perch\u00e9 dopo tre pagine di calcoli pu\u00f2 venirne fuori un numero positivo, e allora ci alziamo e andiamo a lavorare, o negativo, e allora firmiamo una lettera di dimissioni o di trasferimento e ci dedichiamo a una vita pi\u00f9 tranquilla. <br>La seconda possibilit\u00e0 <a href=\"https:\/\/www.blogger.com\/#\">capita sempre pi\u00f9 spesso<\/a>. <br>Ogni volta che un parente pensa di ottenere un trattamento migliore con un atteggiamento aggressivo, ogni volta che un paziente sporge denuncia per problemi futili o inesistenti, ogni volta che qualcuno <a href=\"https:\/\/www.blogger.com\/#\">ci aggredisce<\/a> o posta l&#8217;ennesimo articolo sui dati di mortalit\u00e0 del Coronavirus, su Bill Gates, il 5G o i video di presunti reparti ospedalieri vuoti, una piccola, trascurabile, variabile si aggiunge all&#8217;equazione personale di ciascuno di noi operatori sanitari. E alle porte di questo lungo inverno la percezione di tutti \u00e8 che l&#8217;equazione sia gi\u00e0 pericolosamente vicina allo zero.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"M\">Pubblicato originariamente su <a href=\"https:\/\/volerelaluna.it\/noi-e-il-virus\/2020\/11\/06\/la-ripresa-del-covid-cronache-da-un-ospedale-2-lequazione-emotiva\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Volere La Luna<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ogni volta che un bimbo dice: &#8220;io non credo alle fate&#8221;, c&#8217;\u00e8 una fatina che da qualche parte cade a terra morta. 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